Progetto di Ricerca

Sistemazioni agro-idrauliche tradizionali – i paesaggi terrazzati di Lamole nel Chianti (Toscana)

L’utilizzo di terrazzamenti rappresenta una delle più evidenti impronte antropogeniche sul paesaggio. Questi sistemi contribuiscono alla creazione di paesaggi culturali, alcuni dei quali protetti da organismi internazionali (UNESCO, FAO-GIAHS) e riconosciuti a livello nazionale. Dal 2016 il Laboratorio GeCo è coinvolto nello studio, analisi e monitoraggio dell’impatto dei terrazzamenti e dei muretti a secco sul microclima interno al sito e, di conseguenza, sulle coltivazioni attraverso l’acquisizione di dati spaziali e la produzione di mappe tematiche.

Vigneti terrazzati di Lamole
Strumenti & Metodi
Output

L’utilizzo di terrazzamenti rappresenta una delle più evidenti impronte antropogeniche sul paesaggio. Questi sistemi contribuiscono alla creazione di paesaggi culturali, alcuni dei quali protetti da organismi internazionali, come UNESCO, FAO-GIAHS e riconosciuti a livello nazionale nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali.

La presenza combinata di terrazzamenti e muretti a secco come elementi strutturali, influenza fortemente il paesaggio, plasmando pendii e versanti. Tra le principali funzioni dei terrazzamenti:

  • Controllo dei deflussi idrologici e immagazzinamento dell’acqua
  • Prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico
  • Miglioramento della fertilità e produttività del suolo
  • Aumento della resa colturale tramite immagazzinamento nutrienti, umidità e assorbimento CO2
  • Aumento dell’agrobiodiversità
  • Aumento della complessità paesaggistica
  • Mitigazione dell’impatto dei cambiamenti climatici

Il recupero di tali pratiche richiede, tuttavia, la disponibilità di risorse e regolamentazioni condivise per operazioni di conservazione e/o ripristino di sistemi preesistenti, per la creazione ex-novo di nuovi terrazzamenti, per un’appropriata manutenzione e gestione nel tempo.

Dal 2016 il Laboratorio GeCo è coinvolto, insieme ad altri partner, nello studio, analisi e monitoraggio dell’impatto dei terrazzamenti e dei muretti a secco (utilizzati come elementi strutturali) sul microclima interno al sito e, di conseguenza, sulle coltivazioni. In particolare, sono state utilizzate diverse tecnologie geomatiche, integrate tra loro, per ottenere informazioni spaziali e la documentazione della geometria dell’intera valle di Lamole (rilievo aereo SIT 2020), oltre al rilievo tramite fotogrammetria da drone di diversi vigneti terrazzati (presso Fattoria di Lamole di Paolo Socci). Inoltre, informazioni provenienti da diversi sensori (RGB, vicino infrarosso e infrarosso termico) hanno consentito di produrre informazioni tematiche relative soprattutto alle variazioni giornaliere di temperatura nei singoli vigneti, monitorate nel tempo. La metodologia di monitoraggio  è stata ottimizzata negli anni, utilizzando strumenti e sensori diversi, integrando dati da terra e da drone e identificando metodologie di validazione tramite verità a terra. Inoltre, simulazioni geospaziali a partire da open data sono state condotte per identificare altimetria, pendenze, esposizioni dei versanti, analisi pedologica oltre a simulazioni idrologiche per identificare l’andamento dei flussi in base al modello digitale del terreno dei singoli vigneti.

In generale, il recupero dei terrazzamenti come sistemazioni agro-idrauliche tradizionali, rappresenta uno strumento per sfruttare pendenze elevate come strumento di mitigazione per affrontare i cambiamenti climatici e la necessità delle colture di contrastare temperature elevate, quindi altitudini maggiori. Tali paesaggi comprendono, inoltre valori aggiunti a livello culturale, sociale, economico che possono essere enfatizzati e valorizzati.

Collaborazione tra

  • Fattoria di Lamole di Paolo Socci
  • DICEA – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze. Gruppo di lavoro: Erica I. Parisi, Valentina Bonora, Andrea Masiero, Irene Cortesi, Grazia Tucci
  • DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze. Gruppo di lavoro: Federico Preti, Giulio Castelli, Elena Bresci, Alessandro Errico
  • DAP – Digital Architecture & Planning Department, TU Wien. Gruppo di lavoro: Michael Ulrich Hensel, Defne Sunguroğlu Hensel, Jakub Tyc

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