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La geomatica per la tutela ed il recupero di un Habitat Rupestre a Gravina in Puglia

2008

Oggetto e finalità del rilievo

Il territorio di Gravina in Puglia è caratterizzato dalla presenza di numerose cavità carsiche aperte su una profonda incisione scavata nella roccia calcarea dal torrente Gravina, da cui prendono il nome le gravine della Murgia, lungo le quali si sono sviluppati numerosi insediamenti sia per sfruttare questi canyon come efficiente difesa naturale, sia per la presenza di grotte naturali sulle loro pareti. Tale contesto rappresenta uno straordinario e unico archivio geologico e un’importante testimonianza di un sistema abitativo primordiale.


Veduta aerea della zona interessata dal rilievo

Nel corso dei secoli, le trasformazioni hanno modificato l’organizzazione e la capacità di gestione delle risorse ambientali della gravina provocando un abbandono della stessa a favore delle nascenti strutture edificate in superficie.
L’area d’intervento scelta, studiata in occasione del workshop Habitat rupestri in area mediterranea: applicazioni di tecniche geomatiche alla tutela e al recupero, seppure di dimensioni relativamente contenute, presenta tutti i segni propri dell’antropizzazione dell’habitat rupestre. La sua posizione è resa privilegiata dalla vicinanza al centro abitato e dalla forte integrazione al tessuto edilizio.


Strumenti e metodi

E’ stata definita una poligonale principale caratterizzata da 4 vertici, di cui uno di raffittimento necessario per il collegamento delle misure relative ad un ambiente ipogeo. Per georeferire tutto il rilievo sono stati misurati vertici di coordinate cartografiche note.


A sinistra: schema della rete topografica realizzata. A destra: schema di alcune postazioni di scansione realizzate esternamente alle grotte

Il rilievo di dettaglio è stato realizzato con il laser scanner distanziometrico HDS3000 (Leica Geosystems), dotato di camera fotografica digitale integrata. Sono state eseguite scansioni all’esterno ed all’interno delle grotte, al fine di ridurre al minimo le “zone d’ombra” ed ottenere una documentazione adeguata della complessa morfologia del manufatto, con una risoluzione media di 1,5 cm.
I dati 3D forniscono informazioni utili non solo alla lettura di ogni grotta come ambiente caratteristico e singolare (individuazione delle tracce di lavorazione, riconoscimento delle fasi di scavo, dettagli tecnologici, stato di conservazione), ma anche come parte di un più ampio e complesso habitat (modalità di aggregazione dei diversi ambienti, sistema dei percorsi di servizio alle grotte, articolazione degli spazi interni, integrazione con l’edificato).


Output grafici

Per descrivere in modo esaustivo la porzione di gravina rilevata, sono stati realizzati sia elaborati a scala urbana/territoriale sia elaborati a grandissima scala per la catalogazione ed il progetto di restauro di ogni singola grotta.
L’estrazione degli elaborati a piccola scala (in particolare la planimetria di aggiornamento e integrazione della base cartografica e le sezioni ambientali, indispensabili a fornire una visione d’insieme dell’habitat rupestre, ha comportato un difficile lavoro di sintesi a causa della grande densità di dati propria dei sistemi a scansione. La restituzione grafica, complessa anche per la mancanza di linee guida codificate per la rappresentazione di forme di questo tipo (arrotondate,  irregolari, naturali e antropizzate), è stata raggiunta dopo aver vagliato più ipotesi.
L’andamento della gravina è stato discretizzato attraverso l’estrazione di profili sezione a distanza variabile in base alla complessità morfologica: nel caso della planimetria questa soluzione è risultata ottimale per consentire la leggibilità delle caratteristiche spaziali; nel caso delle sezioni ambientali, invece, tale rappresentazione è stata integrata con viste ortogonali della nuvola di punti al fine di enfatizzare le numerose discontinuità presenti.


Planimetria del sito realizzata integrando la carta tecnica regionale con i dati elaborati dal rilievo laser scanner. In evidenza l’area di studio. Originale in scala 1:1000


Immagine della nuvola di punti visualizzata in silhouette per facilitare la lettura della suddivisione verticale degli ambienti ipogei


Sezione ambientale realizzata integrando curve di livello ed immagini ortogonali del modello di punti. Originale in scala 1:1000

A causa della presenza di ambienti su livelli sovrapposti, non sarebbe stato sufficiente un unico elaborato per la rappresentazione planimetrica. L'utilizzo di curve di livello e mappe cromatiche ha inoltre facilitato la leggibilità delle informazioni relative alla profondità.


Piante e sezioni verticali integrate dalle curve di livello e dalle immagini ortogonali del modello di punti. Originale in scala 1:100

La conoscenza morfometrica delle singole cavità, preliminarmente numerate per la compilazione delle schede di catalogo utili alla richiesta di vincolo, si è arricchita quindi della lettura possibile anche in differita, esplorando il modello di punti, con l’individuazione di nicchie artificiali e naturali, integrazioni di murature e porzioni di scavo, con una documentazione fotografica completa e con la redazione di una scheda per le informazioni di carattere materico e sullo stato di conservazione.


Planimetria con localizzazione degli ambienti ipogei. A sinistra, il primo livello; a destra, il secondo livello. Originale in scala 1:1000


Credits

Coordinamento scientifico: Grazia Tucci
Rilievo 3D: Grazia Tucci, Valentina Bonora, Alessia Nobile
Restituzione grafica: Nicola Di Vietro, Gazaleh Lebaschi, Angelo Paolino, Ilaria Tomei, Matteo Trapani, Giulia Troni

Si ringrazia, per la collaborazione nel rilievo 3D, Gianni Abate (Leica Geosystems).

Questa ricerca è stata approfondita nella Tesi di Laurea in Scienze dell’Architettura di Angelo Paolino, Rilievo 3D di un insediamento rupestre a Gravina in Puglia, finalizzato al progetto di riqualificazione, Università degli Studi di Firenze, a.a. 2007-2008.(Relatore: Tucci G. / Correlatori: Sabelli R., Mecca S.).

Bibliografia

Tucci G., Bonora V., Crocetto N., Nobile A., Misurare l’irregolare: applicazioni della geomatica alla tutela e al recupero di un habitat rupestre a Gravina in Puglia, in: Atti della XIII Conferenza Nazionale ASITA, Bari, 1-4 dicembre 2009, 2009, ISBN 978-88-903132-2-6, pp. 1809-1814.