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nuove sperimentazioni alla fortezza da basso

28 luglio 2016

In vista della ripresa delle attività di indagine a supporto del progetto di restauro della Fortezza da Basso, il Laboratorio GeCo prosegue le sperimentazioni per individuare gli strumenti più opportuni ed ottimizzare le procedure per documentare in modo esaustivo ed affidabile anche le porzioni meno accessibili del monumento.
Dopo la recente esperienza di scansione 3D con lo strumento Pegasus:Backpack messo a disposizione da Leica Geosystems, con il quale sono è stato digitalizzato un lungo tratto di cunicoli interrati, ieri è stato affrontato il problema delle acquisizioni, al contempo geometriche e fotografiche, in condizioni di scarsa illuminazione.
La texture del modello costituisce infatti un’importante fonte di informazioni relative ai materiali costruttivi ed al loro stato di conservazione, utile agli esperti delle diverse discipline che partecipano al progetto di documentazione per individuare, mappare, documentare tematismi di varia natura. In alcuni ambienti del mastio, in condizioni di illuminazione scarsissime, sono state realizzate, anche in questo caso in collaborazione con Leica Geosystems, scansioni 3D con il laser scanner P40, texturizzate con foto panoramiche acquisite con la camera SpheronLite. Si tratta di una camera con testa rotante che utilizza la tecnologia HDR (High Dynamic Range) per compensare le condizioni di illuminazione non omogenea e uno speciale sistema illuminante per gli ambienti più bui.

SpheronLite

SpheronLite