La grotta di Cupido nel Parco di Pratolino: il rilievo di una grotta artificiale manierista.

2012

Oggetto e finalità del rilievo

La Grotta di Cupido è uno fra i pochi manufatti superstiti della Pratolino di Francesco I. Realizzata nel 1577 da Bernardo Buontalenti è giunta sino a noi sebbene ormai del tutto priva delle decorazioni originarie. Molteplici sono infatti le descrizioni e rappresentazioni antiche che ce la descrivono come un ambiente in cui l’aspetto rustico della struttura in spugne si coniugava con una molteplicità di elementi decorativi: sculture, tra le quali una statuetta detta di Cupido che dava il nome alla grotta, fontane e soprattutto, anche in questa fabbrica, molteplici scherzi d’acqua ed automi volti a creare meraviglia nel visitatore. Scrive il Da Prato in una descrizione della grotta “tutto è per ischerzo, e i permalosi stiano a casa”. Chi si dirige verso il Viale delle Fontane di fronte alla Fontana dei Ranocchi si imbatte in una collinetta artificiale che racchiude la Grotta di Cupido, il cui ingresso appare oggi riparato da un’incongrua pensilina in plexiglas. La sagoma esterna della grotta appare e scompare secondo il ciclo delle stagioni ed il conseguente mutamento della vegetazione. E’ sormontata da una piccola struttura voltata sorretta da sei pilastrini anch’essa rivestita di spugne. La grotta è composta da due vani: il più grande di forma triangolare ha l’ingresso posto alla base. Sul vertice contrapposto si apre un secondo vano di modeste dimensioni che accoglie una fontana. La grotta è illuminata oltre che dal vano d’ingresso da due aperture poste circa all’impostare della volta e da un ulteriore pozzo di luce sulla sommità protetto dalla lanterna summenzionata. Ambedue i vani sono interamente ricoperti di spugne, mentre il pavimento è in acciottolato, sei sedute delimitano il perimetro interno del vano principale.

Grotta di Cupido
La Grotta di Cupido


Strumenti e metodi

Il Modulo di Topografia e Cartografia della “Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Firenze” che si è tenuto nel 2012, ha visto come esercitazione e momento di verifica il rilievo della Grotta di Cupido. La geometria, le caratteristiche materico-cromatiche e del contesto del manufatto la hanno resa particolarmente idonea ad esemplificare, nella breve durata dell’esperienza, casi e difficoltà tipici del rilievo architettonico ed archeologico effettuato con le tecniche della geomatica. Per la finalità didattica dell’esperienza il rilievo è stato progettato e condotto in modo da fornire ai partecipanti la possibilità di utilizzare, all’interno dei tempi prefissati, tutta la strumentazione disponibile e di consentire il confronto tra le diverse tecniche di rilievo. La fase di acquisizione è durata un giorno, nel quale i partecipanti, suddivisi in due squadre supervisionate da tutors, si sono alternati agli strumenti. Il trattamento dei dati è stato eseguito in una sessione collettiva in aula. Il primo passaggio è consistito nello stabilire una rete di inquadramento e nel realizzare un rilievo topografico in un sistema di riferimento locale formato da una poligonale chiusa di tre vertici attorno al complesso. Dai punti di stazione sono stati misurati anche i target per l’allineamento e la referenziazione delle scansioni. Per il collegamento degli spazi interni è stato sufficiente misurare dai punti di stazione esterni alcuni targets posizionati all’interno del vano principale. Le scansioni, tredici esterne e tre interne, sono state poi modulate per posizione, numero e risoluzione in funzione della morfologia del terreno, della geometria della fabbrica, della visibilità e per avere un’adeguata copertura del manufatto e del terreno circostante.

nuvola di punti ingresso grotta di Cupido
La nuvola di punti


Output grafici

Dopo l’allineamento delle scansioni tramite targets e punti naturali e l’editing delle acquisizioni (pulitura, eliminazione di artefatti e suddivisione in layers) sono state predisposte viste ortogonali del modello di punti orientato. In particolare è stato evidenziato come la nuvola di punti consenta di per sé visualizzazioni che permettono di rappresentare con immediatezza le relazioni tra gli spazi e la vegetazione, sottolineando la consistenza materica delle diverse componenti. Il caso di studio ha nuovamente mostrato come, utilizzando in modo integrato le tecniche della Geomatica, si possano rappresentare con esattezza metrica forme complesse ed organiche difficilmente rilevabili con tecniche tradizionali

Sezione longitudinale grotta di Cupido
Sezione longitudinale: integrazione di nuvola di punti visualizzata in seppia (interno), falsi colori (esterno) e linea di sezione vettorializzata

interno della grotta di Cupido
Panorama sferico dell’interno della grotta


Credits

Coordinamento scientifico: Prof. Grazia Tucci
Rilievo topografico: Valentina Bonora
Rilievo 3D, Elaborazioni, restituzione grafica: Alessandro Conti, Lidia Fiorini, Valentina Bonora
Campagna fotografica: Francesco Algostino

Si ringraziano la Provincia di Firenze e la dott.ssa Rita Poli (Gestione Parco Demidoff).