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Il bozzetto in gesso del Ratto delle Sabine: un modello di superficie per l’analisi strutturale e la diagnostica

2011-2012

Oggetto e finalità del rilievo

Il museo della Galleria dell’Accademia ospita, in una delle sua sale, il gesso preparatorio del Ratto delle Sabine, eseguito dal Giambologna intorno al 1582, la cui trasposizione in marmo è collocata in Piazza della Signoria sotto la Loggia dei Lanzi. Il gruppo, si caratterizza per un movimento a vortice che interessa le tre figure che lo compongono, i cui corpi ruotano intorno ai propri assi, si incrociano e si sovrappongono in modo da costituire un caso esemplare dei raggiungimenti della scultura manierista ma il cui rilievo è risultato particolarmente difficile per la necessità di individuare i punti di vista idonei a rilevare in modo ottimale tutte le superfici.
Obbiettivo del lavoro era la creazione di un modello di superficie utile sia all’analisi strutturale sia come supporto alle indagini diagnostiche non invasive. In particolare, la ditta S.T.Art-Test di Niscemi (CL) ha intrapreso una indagine pacometrica, elettromagnetica (SPR) e tomografia con onde ultrasoniche per individuare l’eventuale presenza di materiali di differente tipologia all’interno del volume della statua e di fornire informazioni utili alla comprensione della tecnica di realizzazione.


Strumenti e metodi

Acquisizione laser scanner

La digitalizzazione è stata effettuata a complemento dei rilievi architettonici in corso nella Galleria dell’Accademia utilizzando uno scanner Leica Geosystems HDS7000 la cui risoluzione, in accordo con la committenza, risultava adeguata alla finalità di produrre un modello di superficie idoneo ad analisi strutturali.
Prima di procedere con le acquisizioni sono stati definiti 8 punti di scansione: quattro frontali in corrispondenza delle facce del basamento e quattro in corrispondenza degli angoli, a circa 3 metri dal basamento medesimo. Da tali posizioni sono state effettuate due serie di scansioni, una a terra ed una a circa m 4,50 dal suolo, effettuata utilizzando un trabatello. Sono infine state fatte altre tre scansioni a terra per una migliore copertura delle zone in sottosquadro.


Output grafici

Le diciannove scansioni sono state allineate utilizzando punti naturali per complessivi 164.780.365 di punti comprendendo l’intera sala del Colosso, la cui geometria è stata utilizzata per ottimizzare l’allineamento delle scansioni. E’ stata quindi selezionata una porzione limitata alla sola statua, al suo basamento ed una porzione di pavimento, riducendo il database a 66.535.638 di coordinate tridimensionali. Ulteriori operazioni di pulitura, decimazione, ricampionamento e fusione hanno ridotto il numero di punti a 3.563.629 per la creazione della mesh.

Il modello di superficieIl modello di superficie

Dal modello iniziale complessivo, attraverso una segmentazione, sono stati distinti la statua ed il basamento, al fine di sottoporli a elaborazioni e decimazione diversificate. La mesh del gruppo scultoreo è stata ottimizzata manualmente provvedendo anche alla chiusura delle lacune presenti. Queste ultime, per la verità piuttosto modeste, interessavano essenzialmente le parti interne degli arti inferiori sia della donna che del giovane, in quanto molto prossime tra loro o nascoste. Il modello di superficie è stato poi chiuso nella faccia inferiore, ovvero quella in aderenza al basamento e non visibile, per ottenere un volume chiuso. Il modello finale è risultato composto da 2.162.114 triangoli. Anche la mesh del basamento è stata elaborata in modo analogo, e chiusa nelle facce inferiore e superiore, ricavando un modello composto da circa 780.000 triangoli. Dai due modelli indicati sono stati poi estratti, mediante procedure di decimazione, ulteriori modelli con livello di dettaglio inferiore per l’esecuzione di analisi strutturali.

Elaborazione grafica della mesh e del modello di superficieElaborazione grafica della mesh e del modello di superficie

Dopo la realizzazione del modello la Committenza ha chiesto di poter referenziare sul modello le schede delle analisi effettuate e degli interventi di restauro futuri. Quest’ultima richiesta necessitava di una gestione semplice ed immediata e dell’impiego di un software di grande diffusione. E’ stato pertanto scelto di utilizzare il formato PDF 3D. Sul modello semplificato sono stati inseriti dei link ed è stato poi esportato in pdf. Parimenti all’interno delle schede delle indagini sono riportate le immagini ed il modello, così selezionando l’imagine di un saggio il modello si orienta per mostrare il punto dell’intervento.

Referenziazione sul modello di superficie delle schede con le analisi effettuate degli interventi futuriReferenziazione sul modello di superficie delle schede con le analisi effettuate degli interventi futuri

E’ stato altresì richiesto di poter verificare se la campagna fotografica era esaustiva e copriva l’intera superficie della scultura pertanto è stato ricercato l’orientamento esterno delle immagini nel sistema di riferimento del modello e quindi le immagini sono state proiettate su di esso.

La proiezione di un’immagine sul modello di superficieLa proiezione di un’immagine sul modello di superficie


Pubblicato nel 2016 il Volume "Giambologna - Il Ratto delle Sabine e il suo restauro"


Credits

Coordinamento scientifico: Prof. Grazia Tucci.
Rilievo 3D, Elaborazioni e Modellazione: Alessandro Conti, Lidia Fiorini.

Si ringraziano la dott.ssa Franca Falletti, direttrice del Museo della Galleria dell’Accademia, la dott.ssa Susanna Bracci (ICVBC-CNR), la dott.ssa Anna Pelagotti (Art-Test), la ditta S.T.Art-Test e la fondazione Friends of Florence.