Rilievo e modellazione della Fontana di Giove nel parco di Pratolino

2011

Oggetto e finalità del rilievo

La fontana di Giove è una delle ultime testimonianze superstiti del Parco di Pratolino come ideato da Francesco I. La fontana si trova nel punto iniziale dell’asse principale del parco che andava da Nord a Sud attraversando il così detto “Barco vecchio”, raggiungeva poi l’Appennino del Giambologna e la Villa, continuava nel “Barco nuovo” con il Viale degli zampilli per terminare nella Fontana della Lavandaia. La fontana di Giove era incentrata su di una statua di Giove Pluvio scolpita da Baccio Bandinelli, poi trasferita a Boboli, che gettava acqua da una folgore dorata e reggeva un’aquila di marmo nero. I Demidoff, ultimi residenti di Pratolino, ricomposero la fontana nelle forme attuali, collocando una reinterpretazione della statua di Giove eseguita da Giannetto Mannucci nel 1937.

La fontana di Giove ed il suo contesto
La fontana di Giove ed il suo contesto

I problemi di conservazione dell’opera scontano anche la mancanza di un rilievo attendibile, dovuta alla difficoltà di misura e rappresentazione con tecniche tradizionali. La fontana infatti è realizzata accostando materiali rustici e lavorati e, nella sua attuale configurazione, si trova inserita nel contesto di un giardino romantico la cui vegetazione invade gli spazi del manufatto. Per la definizione della geometria dell’intero complesso è stato realizzato un rilievo tridimensionale orientato anche ad indagare i resti della rete idrica antica tuttora esistente.

La fontana di Giove
La struttura in laterizio con una fila di pilastri che supporta cinque volte su cui appoggia un monte di pietre sulla cui sommità sono poste le statue.


Strumenti e metodi

Vista la complessità del manufatto, il rilievo, esteso anche alla scalinata che porta alla fontana ed alla porzione di parco circostante, è stato eseguito con laser scanner. Per ragioni di sicurezza è stato possibile effettuare le scansioni solamente all’esterno della vasca, mentre dell’interno è stata effettuata solo una prima documentazione fotografica. Sono state effettuate 15 scansioni (Leica HDS 6000) allineate poi tramite target per un totale di 497.077.644 coordinate tridimensionali. La compresenza di elementi naturali ed artificiali strettamente connessi, difficilmente interpretabili attraverso il solo modello di punti, ha reso opportuna la realizzazione di un modello di superficie da cui estrarre automaticamente anche le rappresentazioni bidimensionali.

La fontana di Giove. Dettaglio del modello.
La fontana di Giove. Dettaglio del modello.

Il database dei punti è stato pulito e segmentato in dieci porzioni omogenee (prato, scalinata, vasca, statua, ecc.). Queste, in funzione del grado di dettaglio da mantenere sul modello finito, sono state decimate e triangolate ottenendo un superficie iniziale formata da 11.334.006 triangoli. Le ulteriori fasi di pulitura ed elaborazione hanno portato ad modello finale di 5.815.538 triangoli.


Output grafici

Dal modello di superficie sono state estratte piante, prospetti e sezioni che sono state contestualizzate sovrapponendole ad orto immagini delle nuvole di punti.
Gli elaborati sono stati ulteriormente integrati inserendo le immagini raster dei rilievi dei condotti interrati prodotti in anni precedenti dal gruppo speleologico del CAI di Firenze e forniti dalla Provincia di Firenze.

La fontana di Giove. Elaborati grafici.
Sezione longitudinale il modello inserito nell’ortoimmagine della nuovola di punti con integrazione di immagini raster dei rilievi dei condotti interrati.

La fontana di Giove. Elaborati grafici.
Snapshot del modello di superficie in pianta con integrazione di immagini raster dei rilievi dei condotti interrati.


Credits

Coordinamento scientifico: Grazia Tucci
Rilievo 3D, elaborazioni, modellazione e restituzione grafica: Alessandro Conti, Lidia Fiorini.

Questa ricerca è stata sviluppata in occasione della Convenzione di ricerca con l’Istituzione Parco Mediceo di Pratolino per Rilievo laser scanner e restituzione grafica della Fontana di Giove del Parco Mediceo di Pratolino (2011).

Si ringraziano la Provincia di Firenze e l’arch. Marco Pagliai all’epoca Direttore del Parco.